Non tentare è il vero ostacolo.



La Consulenza nella relazione.


5° brano: È delicato – Zucchero Fornaciari

Noi restiamo equilibri sottili, vulnerabili e DELICATI.

È delicato è il brano che descrive un dialogo tra la ricerca di riparare il proprio cuore “sparpagliato” muovendosi tra una dimensione di amore spirituale, quasi mistico ed una disperazione disarmante e senza filtri nel cercare chi non c’è.

❤️ A te, L. con tutta me stessa.

 

🧊 🌱 L’ammissione di poter far cessare il congelamento

“Tu lo sai che non è la fine / Sì che lo sai che viene maggio e sciolgo le brine / Sì che lo sai”

Lo stato di “congelamento” rappresentato in questi versi non descrive una difesa come nelle canzoni precedenti ma una condizione di immobilismo emotivo.

Ma ammettere che “non è la fine” e che “sciolgo le brine” significa riconoscere che l’atto di emettere calore è, in parte, dipendente da una nostra volontà.

Ed è proprio attraverso la presa di coscienza che possediamo un fuoco interiore capace di contrastare il gelo che sentiamo che ci permette di ricominciare a riprendere il flusso della vita.

Non è solo una speranza ma una vera e propria assunzione di responsabilità verso la propria esistenza.

 

🫀 Il cuore “sparpagliato

“Questo cuore sparpagliato per il mondo se ne va

Questo cuore disperato e delicato”

L’aggettivo “delicato” per un cuore disperato è un’autentica carezza.

Serve a non deve farci dimenticare che il sentirsi congelati o paralizzati dalla sofferenza non ci rende “inviolabili”.

Anzi, ci riporta a quanto siamo fragili e preziosi.

E DELICATI.

Un cuore “sparpagliato” è un cuore che si è dato troppo, che non è intero, che ha pezzi ovunque che vagano nel mondo.

Riconoscere questa delicatezza significa smettere di trattarsi con durezza e iniziare a trattarsi con riguardo.

 

🌈 La ricerca del sogno tra la perdita ed il vuoto

“Dove sei, arcobaleno?

Che cosa fai, miele selvaggio, quando ti sogno?

Che cosa fai nel cuore mio

Tra il nulla e l’addio?”

Qui la ricerca è all’interno di una visione che diventa arcobaleno, in una speranza di sole, di luce.

Il miele è dolce nutrimento ancora così presente anche nel sogno.

E si chiede dove sia andato, dove sia finito.

E, sicuramente, è custodito in quel Suo cuore sparpagliato e delicato ma resta in una dimensione tra il nulla e l’addio.

 

💥 Il grido disperato

“Così mi manchi

Nell’universo

In mezzo al mondo

Così ti cerco

E grido forte”

 Questo è un passaggio di profonda disperazione ma è anche il momento della rottura definitiva del silenzio.

“Mi manchi, ti cerco e grido forte”: è l’urlo di chi ha smesso di essere congelato e ha ricominciato a sentire tutto, con una violenza inaudita.

Nulla può placare queste sensazioni.

 

🌑☀️ Diventare Ombra e lasciar splendere il Sole

“Mio sole, mi senti?

Solo io da quante lune

Solo io ti aggiusto il cuore

Solo io, io sono un’ombra

E tu, e tu sei il sole”

 Dal cercare l’Arcobaleno, adesso è il SUO SOLE.

Questi versi, scanditi dal ripetuto “SOLO IO”, evidenziano una solitudine profonda ma anche un altruismo estremo nel sostenere l’Altro.

Chi scrive sa, da quante lune, di avere la capacità di ricomporre i pezzi del cuore dell’Altro, mentre il proprio resta sparpagliato.

Sceglie deliberatamente di farsi ombra, permettendo all’Altro di continuare ad essere quel Sole che splende nell’universo.

In queste parole non c’è traccia di rinfaccio o di critica ma solo la conferma di un amore che non conosce rimpianti: è la fatica di chi resta, con dedizione assoluta, sapendo che l’atto finale sarà quello di lasciare andare.

❤️

 

Riflessione:

“Se accettassi che la mia fragilità non è un limite ma l’unico strumento capace di sostenere un altro cuore, quale ‘ombra protettiva’ potrei scegliere di essere oggi per chi amo, senza pretendere di brillare al suo posto?”


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