Spesso, all’inizio di un percorso di coaching, l’obiettivo dichiarato ha una forma molto concreta. A volte è un luogo.
“Voglio organizzare quel viaggio”, mi dicono. E così, in un primo momento, ci muoviamo su quel piano: pianifichiamo i passi, organizziamo la partenza, parliamo della valigia, di cosa vorremmo portare e cosa vorremmo lasciare a casa, valutiamo l’impatto emotivo di partire da soli o in compagnia.
Sembra un progetto “logistico”.
Ma mano a mano che le sessioni avanzano, accade qualcosa di sottile.
Quel luogo geografico comincia a sfumare, a farsi da parte.
Quasi scompare.
Ci si accorge che il viaggio di cui si parlava non era sulla mappa, ma dentro di sé.
Il cammino prende il sopravvento e, come per magia, la meta fisica perde importanza perché il vero paesaggio che emerge è il cliente stesso.
E a quel punto, il territorio più affascinante, denso di dettagli e di particolari da scoprire diventa un UNICO, grande viaggio interiore.
Fermarsi a riflettere su quanto sia sorprendente intraprendere un viaggio in un territorio a volte così sconosciuto, che è proprio quello dentro di noi, è importante per valutare la possibilità di affrontarlo.
È un cammino che si può compiere anche da soli, magari con maggiore volontà e impegno, oppure decidere di compierlo con un professionista che sa ascoltare la tua voglia di partire.
Se senti questo desiderio, 𝗣𝗮𝗿𝗹𝗶𝗮𝗺𝗼𝗻𝗲.

